martedì 22 giugno 2010

Pensare positivo: cinque suggerimenti per non dimenticarsene




Prima di andare, vorrei lasciarvi con un pensiero positivo, ma non ce l'ho: fa lo stesso se ve ne lascio due negativi?

Woody Allen è capace di trasformare i nostri difetti in occasioni per nutrire l'animo con l'umorismo.

Ma non siamo tutti capaci di fare altrettanto e troppe volte perdiamo la strada giusta e imbocchiamo quella negativa, a nostro svantaggio.

L'importanza di pensare in positivo non verrà mai sottolineata abbastanza.

Se facessimo un monitoraggio continuo per calcolare quanto tempo spendiamo nel pensare in positivo o nel rovinarci giornate e umore correndo dietro a idee nefaste resteremmo terribilmente sorpresi e ci renderemmo conto di una cosa: stiamo rischiando di sprecare il nostro tempo.

Pensare positivo è facile quando tutto scorre liscio: il vero problema è rimanere sintonizzati sulla positività anche quando le sfide della vita rendono tortuosa la nostra strada.

Mentre restare sul sentiero della positività ci permette di conservare proprio quell'apertura mentale utile a uscire dalle situazioni difficili, lasciarsi andare nella negatività produce una tremenda reazione a catena: le nostre abilità nel risolvere problemi calano vistosamente, il nostro animo si logora e "infettiamo" anche chi ci sta intorno, inducendolo ad allontanarsi.

A cosa dobbiamo stare attenti per conservare il pensiero positivo e stare alla larga dalla negatività?



  1. Stop alle critiche: smetti di cercare difetti e concentrati sui pregi, sia quando osservi te, sia quando si tratta degli altri, sia nelle situazioni in cui ti imbatti; sicuramente risolvere problemi è un'abilità piacevole, per gli esseri umani, ma trovarne dappertutto è una tendenza pericolosa.
  2. Cambia strada: gli esseri umani si differenziano dagli animali per la capacità di monitorare i propri pensieri e dirigerli altrove; quando ti accorgi di entrare nella zona della frustrazione, dell'autocommiserazione, dell'autosvalutazione, sposta subito i pensieri su qualcos'altro, anche se questo qualcos'altro non ha nulla a che fare con la situazione di partenza, per uscire dal solco che la mente, abituata al negativo, percorre in modo automatico.
  3. Sii riconoscente: troppo spesso ci dimentichiamo di ciò che abbiamo e di quanto siamo fortunati rispetto a tante altre persone; o per come ci è andata bene in molte circostanze in cui le cose potevano mettersi al peggio; il bello è che più ti concentrerai nella ricerca dei "prodigi" accaduti nella tua vita, più ne troverai, e il tuo umore cambierà perché non si può essere arrabbiati e riconoscenti nello stesso momento.
  4. Sbagliando s'impara: gli americani amano dire che non ci sono errori, solo nuove informazioni; se qualcosa va storto, puoi apprezzare il fatto di aver riconosciuto una strada sbagliata, per indirizzarti ora su una nuova strada; ogni problema è un'opportunità per imparare nuove cose, anche se quel problema ti è costato molto.
  5. Ricorda: l'unica costante della vita umana è il cambiamento, perciò nessuna situazione negativa potrà durare per sempre; spesso ce ne dimentichiamo, allora può aiutarti tenere un diario delle memorie felici, da aprire quando senti le "nuvole" della negatività in arrivo su di te, e riscoprire il bilancio della tua vita vissuta, fatto di momenti difficili ma anche di gioie spesso inattese e piene di soddisfazione.
Cambiare che cosa?
Non di certo le situazioni nelle quali ci imbattiamo.

I fatti sono testardi, non cambiano mai.

Ma possiamo fare molto per modificare il nostro atteggiamento.

Proprio adesso, partendo dalla più piccola cosa, il potere di influire sul tuo stato è nelle tue mani.

Come pensi di usarlo?

2 commenti:

  1. Sto leggendo "Come ottenere il meglio da se stessi e dagli altri" di Anthony Robbins ,proprio ad indirizzare a cambiare i nostri stati d'animo monitorando i nostri pensieri e cambiarli quando essi sono negativi...
    e credo che se riuscissimo a controllare i nostri pensieri quelle 5 cose che hai descritto sarebbero facilissime da fare...ma è un processo arduo soprattutto per chi ha avuto piu' stati d'animo negativi che positivi

    :)

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  2. Hai ragione, Amelio, sapere cosa fare non vuol dire saperlo fare. In bocca al lupo...

    RispondiElimina

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